Well I’m not talking about the movie of course, but about a historical reconstruction in Yonezawa called Uesugi Festival I went to on Sunday.
The Uesugi festival is a three days long festival held in the Yamagata prefecture, that ends with the historical reconstruction of one of the most important battles of Japan: the Kawanakajima battle (1561).

We were very lucky yesterday because it was a beautiful sunny day (like everyday in the last two weeks, but that increases the probability of rain) and we had a first line view of the parade in the morning.
I was really impressed by the number of people that took part to the event as actors. I mean that there were probably 3-400 people in costumes and even some dance and music groups performing during the parade.
But the best thing was to feel how important is the samurai legacy for Japanese culture, I had that feeling looking at the facial expressions of the performers and at the effort they put on what they were doing, was it playing, dancing or singing.

In the afternoon we assisted at the real war show, that is held on a field near the city’s river, where the two “armies” face each other in a fake battle.
Well it was not just a fake battle: since it was an historical reconstruction they performed a series of traditional samurai rituals that were truly performed before battle to bring good luck on the warriors.


Buongiorno,

Ammetto che la scelta del titolo sia un po’ banale dato che mi trovo in Giappone, ma per l’occasione ci sta bene.
Ieri sono andato a Yonezawa, nella prefettura di Yamagata, per assistere alla giornata conclusiva del festival Uesugi. Nei tre giorni di durata di questa festa si tengono diversi spettacoli che ricordano eventi storici rilevanti della regione, e in particolare si ricorda la più importante delle battaglie di Kawanakajima, svoltasi nel 1561, in cui persero la vita circa 6000 soldati.

Io e il mio gruppo ieri siamo stati molto fortunati perché era una splendida giornata di sole e ci siamo potuti godere tutto lo spettacolo della parata (al mattino) e della ricostruzione storica (al pomeriggio).
Sono rimasto particolarmente impressionato dalla parta, perché vi hanno partecipato un numero altissimo di persone (qualche centinaio, credo 3-400), così tante che un buon numero non erano locali ma venuti da altre città per partecipare.
E qui mi collego a un’altra considerazione, ossia che son rimasto colpito da quanta passione e impegno ci mettevano tutti i partecipanti. Dagli sguardi infatti traspariva un notevole rispetto per quanto stavano facendo, a dimostrazione di un forte sentimento di appartenenza alla propia storia e, in particolare, al lascito culturale dei samurai.

Anche la ricostruzione storica della battaglia non è stata semplicemente un finto scontro fra figuranti, ma una vera e propria rievocazione culturale, con tutta una serie di rituali tradizionalmente svolti prima della battaglia per portare fortuna ai samurai.
Il tutto è durato circa un’ora e mezza in cui si sono esibiti anche nel tiro con l’arco (kiudo) e con l’archibugio, oltre a alla battgalia finale in cui tutti quei 3-400 figuranti si sono affrontati in un finto combattimento con le katana.


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